Partiamo dal fatto che spiega tutto il resto: in Italia nessuna legge vieta di chiamare «master» un corso privato. La parola identifica il corso, non il titolo. Solo le istituzioni autorizzate possono rilasciare titoli con valore legale, ma nessuno impedisce a un’accademia di intitolare «Master in Digital Marketing» un percorso di quaranta ore.
Non è una truffa: è perfettamente legale. È però la ragione per cui due cose molto diverse girano con lo stesso nome e con prezzi che a volte si somigliano.
Le tre domande
1. Chi lo rilascia è nell’elenco del Ministero?
Se l’ente che eroga non è un’università accreditata dal MUR — statale, non statale o telematica riconosciuta — quello che riceverai non è un master universitario. Può essere un ottimo corso, ma è un’altra cosa.
2. Il bando indica i CFU e il livello?
Un master universitario vale almeno 60 CFU ed è di I o II livello. Sono due informazioni che compaiono sempre nel bando, perché sono requisiti di legge (il riferimento è il DM 270/2004, art. 3). Un corso privato non rilascia CFU: non può.
3. Cosa serve per iscriversi?
| Master di I livello | Master di II livello | |
|---|---|---|
| Titolo d’accesso | Laurea triennale | Laurea magistrale o specialistica |
| CFU minimi | 60 | 60 |
| Durata minima | Un anno accademico | Un anno accademico |
Se accettano diplomati, non è un master universitario di nessun livello. È il controllo più rapido dei tre.
Quanto costano
Gli ordini di grandezza, per orientarsi:
- Master universitari in atenei statali: indicativamente 3.000-8.000 euro per l’intero percorso;
- in atenei privati: da circa 12.000 fino a 20.000 euro;
- Executive MBA delle business school italiane: 40.000-70.000 euro, con i programmi europei più cari oltre i 100.000;
- versione online dello stesso master: di norma costa meno della versione in presenza.
Sono stime di mercato, non un’indagine campionaria: servono a capire se un prezzo è nella norma, non a fare un preventivo. Per quello, prendi i bandi di tre master che ti interessano e confronta i totali reali — compresa la tassa di iscrizione, che a volte è separata.
«Valore legale» non significa quello che pensi
Qui si annida il malinteso più caro. Un master universitario ha riconoscimento legale del titolo, e questo conta davvero in un posto: il settore pubblico — concorsi, graduatorie, punteggi (le GPS dei docenti, per esempio).
Nel settore privato non comporta alcun riconoscimento automatico. Nessuna azienda è tenuta ad assumerti, a pagarti di più o a valutarti diversamente perché hai un master di II livello. Chi vende master universitari lasciando intendere il contrario sta vendendo una cosa che non può consegnare.
Il corollario è meno intuitivo di quanto sembri: se il tuo obiettivo è privato, un corso privato può valere più di un master universitario — se insegna qualcosa che serve, lo fa bene e costa meno. Quello che conta è sapere quale delle due cose stai comprando. E se il tuo settore ha certificazioni riconosciute dal mercato, vale la pena confrontare anche quanto costano quelle: spesso un ordine di grandezza in meno.
Sul come pagarlo: se scegli un master universitario, rientra fra le spese detraibili al 19%; se sei un’azienda o un professionista, guarda le agevolazioni attive prima di firmare.
Dove si verifica
Il master deve essere istituito da un’università accreditata e comparire nella sua offerta formativa post-laurea. Lo strumento ufficiale è il portale Universitaly, gestito da MUR e CINECA, nella sezione dedicata ai corsi post-laurea.
Se preferisci non fidarti di un portale, i tre controlli in cima a questa pagina — ente accreditato, CFU e livello dichiarati, laurea richiesta all’ingresso — danno la stessa risposta e li fai in trenta secondi sul bando.
Dati verificati a settembre 2026. Le tariffe e le norme citate cambiano: prima di decidere, controlla sulla fonte che trovi nei link.